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#BeFreeforViolence, la campagna contro la violenza sulle donne

#BeFreeforViolence è la nuova campagna di sensibilizzazione e informazione  sulla violenza contro le donne promossa dalla cooperativa sociale BeFree che,  in collaborazione con Blue Hive Roma, il Comune di Roma e la casa d’aste Minerva Auctions, ha organizzato una mostra presso il museo Spazio Factory Pelanda (ex Mattatoio) del Macro di Testaccio.   Fino all’8 ottobre, tutti i giorni, dalle 16.00 alle 22.00, saranno esposte le opere prime di 28 artisti italiani e internazionali create per quest’occasione sul tema della violenza domestica. La mostra verrà arricchita da performance ed esibizioni teatrali giornaliere.

“L'idea nasce dalla nostra esperienza come cooperativa sociale che si occupa di traffico di essere umani e violenza contro le donne - racconta Loretta Bondì, direttrice progetti internazionali BeFree.  Abbiamo partecipato a molte campagne sul tema della violenza sulle donne ma volevamo dare a questa campagna un'impronta diversa,  trasmettere il messaggio che dalla violenza si può uscire  attraverso un percorso che rende le donne più forti. Il proposito specifico della mostra è sostenere lo Sportello Donna  h24  che abbiamo presso il pronto soccorso dell'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, un servizio unico in Italia, che dal 2009 ad oggi ha assistito più di 3000 donne. Ora  però non ci sono fondi per far sopravvivere questo sportello che è un servizio d'eccellenza”.

Il progetto, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della  Presidenza del Consiglio dei Ministri, è in scadenza il 19 novembre 2014, non sono previsti nuovi bandi né nuovi finanziamenti per prolungarne l'attività.

“Lo sportello è un punto di accoglienza permanente che non può essere gestito con il volontariato perché è aperto h24 per 365 giorni l'anno – spiega Antonella Petricone Vice presidente della cooperativa BeFree. Unico nel suo genere e fortemente innovativo, ha bisogno di operatrici che con grande professionalità si impegnino tutti i giorni. All’interno del pronto soccorso si è creata sinergia tra medici, infermieri  e le donne dello Sportello  e questo è molto importante. Arrivano al pronto soccorso donne picchiate, o che hanno subito violenze fisiche o psicologiche, fanno la prima registrazione al triage e l'infermiere si attiva per chiamarci”.

Sono donne traumatizzate che hanno bisogno di aiuto e BeFree, attraverso lo Sportello Donna, ha offerto supporto psicosociale e consulenza legale a chi ha intrapreso un percorso di allontanamento da situazioni di violenza.

Molte le opere che gli artisti con entusiasmo hanno regalato per la campagna e che saranno messe all’asta il 9 ottobre. I proventi della vendita andranno a supporto delle attività di BeFree in generale e dello Sportello Donna h24 in particolare.

“Come artista, l'arte è compenetrata con me stessa e con la mia vita, e  in quanto donna sono  estremamente sensibile alla realtà di violenza che c'è sulle donne, non solo quella sessuale ma anche quella  psicologica, economica, politica, di ruoli e di stereotipi – racconta la fotografa Marzia X. Quando una donna sceglie di uscire dal tunnel della violenza, spesso non ha la possibilità di essere aiutata, e si ritrova sola ad affrontare situazioni difficili, di cui magari ha paura perché sotto minaccia o perché non avendo un lavoro è dipendente. E’ debole perché forse non vuole  rompere un equilibrio,  o perché si sente in colpa, perché ha a carico dei figli.  Nel momento stesso  in cui denuncia che è in una situazione di violenza familiare in qualche modo dichiara il fallimento di quello che dovrebbe essere culturalmente per una donna il massimo della realizzazione: la famiglia. Bisogna fare attenzione anche agli stereotipi perché  fanno pressione e ci condizionano. Ho fotografato  una sposa che ha un nastro nero sulla bocca perché metaforicamente deve stare zitta mentre dall'altra parte c'è una velina con un divaricatore nella bocca perché la velina non può non sorridere”.

La campagna #BeFreefromViolence ha preso a proprio simbolo il lenzuolo, elemento comune e riconoscibile da tutti  per evocare l’ordinarietà della violenza. E’ necessario sensibilizzare chi non capisce ma potrebbe capire, chi non interviene ma potrebbe offrire aiuto.

Maria Teresa Maccarrone

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